Ho appena inviato una lettera ai Parlamentari del Movimento 5 Stelle per sensibilizzarli, ancora una volta, in merito alla questione che riguarda la stabilizzazione dei Vigili del Fuoco Discontinui. I precari di questo comparto chiedono pari diritti dei loro omologhi in sanità, protezione civile e scuola.

In questi giorni si stanno approvando in Parlamento le Leggi di conversione dei Decreti governativi per le misure urgenti d’aiuto agli italiani. Il Movimento s’impegni ad approvarli per ridare dignità a tanti VV.FF. precari impegnati in prima linea anche durante questa emergenza.

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Ai Deputati e Senatori del
Movimento 5 Stelle

Egr. Deputati e Senatori,

Non c’è più tempo.
È giunto il momento di prendere una decisione; abbiamo tergiversato per troppo tempo ed i precari nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco non possono più attendere. Hanno il diritto di ottenere maggior chiarezza nell’orizzonte della propria vita e la politica deve assumersi questa responsabilità senza più se e senza più ma.

La pandemia che ci ha colpito ha creato nuove necessità per lo Stato italiano al fine di garantire la sicurezza dei suoi cittadini; i Vigili del Fuoco precari, nonostante tutto, hanno risposto impavidi alla chiamata, hanno indossato le divise e sono andati in trincea a “combattere” contro un nemico invisibile e difficile da sconfiggere.

I Decreti che salvano l’Italia

Eppure questo Governo, capace di chiedere loro una mano in questo frangente, ha varato ben tre grandi manovre con cui ha dato sostegno agli italiani senza però considerare minimamente le esigenze dei diecimila Vigili del Fuoco precari. Mi riferisco al Decreto Legge cosiddetto Cura Italia, al Decreto Liquidità ed infine al Decreto Legge chiamato Rilancio per un totale di stanziamenti di centinaia di miliardi di euro che fanno sembrare quisquilie le leggi finanziarie del passato.

Se a questi decreti aggiungiamo anche la legge di stabilità con cui abbiamo chiuso il 2019 e il “mille proroghe” di inizio anno, allora abbiamo un quadro completo delle innumerevoli occasioni che questo Governo avrebbe avuto per dare qualche speranza a questi diecimila precari che da tempo, troppo tempo, chiedono più equità sociale in un mondo, quello dei precari, in cui la politica è riuscita, ancora una volta a creare disparità e conflitti.

Qualcuno potrebbe chiedermi perché rivolgo insistentemente questa richiesta proprio al Movimento 5 Stelle e a nessun altro?
Ebbene, innanzitutto perché noi siamo il Movimento ed abbiamo il dovere, più di ogni altro partito, di dare risposte ai cittadini, in osservanza ai nostri principi fondanti, alla nostra etica ed alla nostra coscienza, e perché dobbiamo dimostrare ancora una volta il rispetto del ruolo di rappresentanti del popolo. Lo chiedo al mio Movimento perché oggi governiamo il Paese e non abbiamo nessun motivo per non aiutare questa fetta di precariato, legiferando in loro favore; ed infine perché siamo stati gli unici ad aver già acceso i riflettori sui Vigili del Fuoco discontinui.

Una “battaglia” che dura da troppi anni

Infatti sarebbe opportuno ricordare che il nostro deputato Cozzolino, già nel 2015 quando eravamo all’opposizione, presentò una proposta di legge (A.C. 3125, del 19 maggio 2015) che, se fosse stata partorita, avrebbe “autorizzato la stabilizzazione senza limiti di età, del personale volontario del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco che, alla data di entrata in vigore della presente legge, risulta iscritto da almeno cinque anni negli elenchi di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, che ha svolto almeno centoventi giorni di servizio, anche non continuativi e che è in possesso dei requisiti ordinari per l’accesso alla qualifica di vigile del fuoco previsti dalle disposizioni vigenti.[omissis]”. (art. 1)

Cozzolino in quell’occasione ricordò al Parlamento italiano che i Vigili del Fuoco discontinui “rappresentano una risorsa fondamentale e indispensabile per consentire al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco di svolgere al meglio le funzioni che la legge gli attribuisce nell’ambito del soccorso pubblico.

Il deputato pentastellato non fu l’unico nel Movimento a sensibilizzarsi nei confronti di tanti uomini e donne condannati dallo Stato ad anni, decenni, di precariato. La presentazione della proposta di legge fu l’occasione per riunire in piazza i discontinui dei VV.FF. e gridare al Governo quanto fosse importante la loro stabilizzazione. Anche Alessandro Di Battista, indossando una giacca da VV.FF, raccolse scrosci di applausi e consensi in uno dei suoi “epici” discorsi proprio in favore di questa causa.

Una verità scomoda

La verità che nessuno vuol dirvi è che negli anni passati questa situazione ha fatto comodo a tutta la politica sia di destra che di sinistra; infatti se da un lato entrambi gli schieramenti chiedevano voti ai precari con la promessa di una loro stabilizzazione, dall’altro accrescevano il disagio sociale attraverso lo svolgimento di concorsi volti principalmente a reclutare migliaia di elettori, vittime della propaganda elettorale.

Nessuno si rendeva conto, nel frattempo, che era in crescita un conflitto sociale tra classi di aspiranti lavoratori, create ad hoc dalla politica, ma disilluse dopo ogni tornata elettorale.

Gli unici in grado, oggi, di poter fermare questa “giostra del male” messa in piedi dai professionisti del voto sono i rappresentanti del Movimento e questo tergiversare sta compromettendo la credibilità verso queste persone.

Cari portavoce non perdete mai di vista la lungimiranza nelle vostre azioni. Il coraggio deve guidarvi sempre affinché siate consapevoli delle vicende personali di ogni uomo che vi ha affidato, con il voto, la propria vita e quella dei propri figli.

Assumete il personale idoneo

I VV.FF. precari, a differenza di ciò che qualcuno vuol far credere, rappresentano personale già formato e idoneo. Col passare del tempo le loro richieste di stabilizzazione si son dovute scontrare con una realtà evidentemente a loro ostile e per questo si sono affievolite sempre di più fino ad arrivare ad un minimo sindacale che potesse garantire uno scorrimento di graduatoria più veloce con l’utilizzo del 50% del Turn Over.
Già solo il riconoscimento di questo contentino, privo di costi per lo Stato italiano, sarebbe sufficiente a conferire maggiore serenità a qualche padre di famiglia. Esso costituirebbe un piccolo passo verso quell’equità sociale in grado di garantire uno scorrimento equilibrato tra precari e idonei al concorso.

Se poi volessimo avere la sensibilità di guardare più in profondità, scorgeremmo anche uno stato di frustrazione che oggi si aggiunge all’avvilimento di queste persone per via dell’intensa attività politica verso la stabilizzazione dei precari nella scuola, nella sanità, nella Protezione Civile, ecc., ma non nei loro confronti.

Le stesse sigle sindacali e le associazioni di categoria che rappresentano i VV.FF discontinui mantengono un atteggiamento di critica a mio avviso troppo superficiale, con spunti propositivi per promuovere la loro stabilizzazione, che alla fine non raggiungono alcuna concretizzazione.

Vogliamo conoscere la verità

Nel Movimento non c’è più bisogno di spiegare la gravità della situazione; ormai tutti sanno ciò che c’è da sapere; se qualcuno si permette ancora di tergiversare dicendo che deve “capire com’è la situazione” allora sta mentendo sapendo di mentire.

È il tempo delle risposte. Dentro o fuori, bianco o nero. C’è la volontà politica di voler stabilizzare i precari? Se avete realmente questa intenzione agite subito! Altrimenti abbiate il coraggio di spiegare le motivazioni di questa vostra inerzia.

Questo gioco al massacro sta favorendo l’azione di sciacalli politici che stanno indegnamente approfittando della vulnerabilità di queste persone per raccogliere consensi e saziare la loro enorme avidità. Non possiamo permetterlo.

Spero vivamente di ricevere presto un riscontro in merito.

A riveder le stelle.

Francesco Virtuoso