“C.C.I.A.A. Camera di commercio industria artigianato e agricoltura” è scritto a caratteri cubitali come titolo del foglio che arriva per posta tradizionale, con tanto di busta intestata, ai destinatari che la ricevano. Ha l’aspetto e la struttura di una comunicazione ufficiale inviata dall’ente camerale, per il pagamento della tassa annuale di iscrizione al registro, sul retro tutti i riferimenti normativi del caso, e nell’angolo in alto a destra l’eventuale morosità da pagare, in caso di scadenza del termine di pagamento non rispettato. Insomma un vero e proprio bollettino postale a regola d’arte pronto per essere pagato, tutto in regola a parte un dettaglio: la Camera di commercio non lo ha mai spedito.

Il pagamento della tassa di iscrizione al registro delle imprese si effettua ormai da 10 anni attraverso il modello F24. La cronaca di altre città italiane come Bari, Genova, Cremona, ha raccontato delle tante segnalazioni arrivate a tal proposito. La “finta lettera della Camera di commercio“ alla fine è arrivata anche a Salerno. Il primo destinatario è stato un imprenditore di servizi internet, Francesco Virtuoso, responsabile dell’azienda Net Uno. «Ho ricevuto questa lettera, che tra l’altro è arrivata proprio nel periodo in cui si versa anche l’effettiva tassa di iscrizione alla vera Camera di Commercio”, racconta Francesco Virtuoso, il quale inizialmente aveva pensato ad una nuova tassa. «Prima di pagare però ho chiamato il mio commercialista e mi ha subito segnalato che probabilmente ho avuto a che fare con una tentata truffa». L’intestazione del bollettino è “Registro Telematico Imprese”, qualunque artigiano, agricoltore, piccolo, medio o grande imprenditore la riceva la porti alla guardia di finanza e sporga denuncia.

«Venerdì mattina sono andato alla guardia di finanza ed ho sporto denuncia, mi hanno riferito che sperano arrivino altre segnalazioni, per avviare le indagini in Procura” racconta ancora Virtuoso. La somma che il bollettino truffaldino invita a pagare ammonta a 398,00 euro, la data di scadenza risulta però già superata, e la cifra da pagare per il ritardo è indicata in alto a destra e corrisponde a 517,40 euro. Anche dalla stessa Camera di commercio di Salerno fanno sapere che si tratta di tentativi ben architettati di aziende private, in alcun modo collegate all’ente camerale, che tentano di vendere servizi alle imprese.

Articolo di Marco Giordano pubblicato su La Città di Salerno