Salerno 10 Aprile – Il convegno/dibattito “Un Osservatorio…per scegliere la Vita” sul mercato clandestino di organi, tenutosi al Museo dello Sbarco di Salerno, ci lascia in eredità un compito importante: incrementare il lavoro a sostegno di coloro che s’impegnano affinché questa pratica criminale termini. Dopo le oltre due intense ore di ascolto e di costruttivo dibattito, siamo ancora più convinti che se i politici avessero una seria intenzione di risolvere il problema, questo sarebbe assolutamente possibile farlo in maniera più semplice di quanto ognuno di noi potesse immaginare.

L’incredibile storia di Santa Rossi, che ringraziamo, ci ha insegnato a guardare con fiducia il grande senso di altruismo che gli italiani potrebbero mettere a disposizione attraverso la donazione degli organi, se solo ne avessero una vera opportunità trasparente e semplice da adottare. Ci potrebbe essere l’unica vera arma efficace contro il fenomeno criminale della compravendita degli organi. Guardare in faccia ai numeri della morte e della disperazione, anche attraverso le parole dell’Avvocato Marco Martello, secondo relatore che ringraziamo, non è semplice, ma serve a capire quanto urgente sia un intervento che ci permetta di tornare ad essere tutti donatori attraverso il principio del silenzio-assenso (come prevede la inattuata Legge 91/1999).

Oltre duemila minori sono scomparsi al largo delle nostre coste, probabili vittime di una tratta di esseri umani che alimenta il business della criminalità organizzata a livello internazionale, impegnata a sostituire lo Stato incapace di mettere in contatto gratuitamente donatori e richiedenti di organi. Lo Stato dovrebbe garantire questo trasferimento di organi che si chiama, appunto, donazione proprio perché deve basarsi sul principio del regalo, della gratuità, del donare… appunto. Quando lo Stato non riesce a garantire la pratica della donazione (ad esempio attraverso l’attuazione della L. 91/1999) ecco che entra in scena la criminalità organizzata. Essa coordina il mercato, quindi la compravendita degli organi. Disperati che offrono un rene a dieci mila euro, immigrati che scompaiono per poter essere fatti a pezzi, liste di attesa, per i pazienti in attesa, di oltre tre anni, tutto ciò rappresenta un quadro che non è più tollerabile in questo mondo. L’attivista Vincenzo Coppola, anch’egli da ringraziare pubblicamente, pone l’accento sul D. L. 69/2013 che attribuisce ai Comuni l’opportunità di trascrivere la volontà a donare del cittadino sul proprio documento d’identità e la successiva comunicazione al SIT.

Ciò che ognuno di noi può fare è evitare di girare sempre la testa dalla parte opposta al problema, facendo finta che questa triste realtà possa riguardare sempre e solo “qualcun altro”. Dobbiamo impegnarci nel far capire a questa classe politica che è urgente il ripristino del silenzio assenso definito dalla L. 91/1999 ed è fondamentale,soprattutto, la sua attuazione anche attraverso la disponibilità dei comuni a trascrivere la volontà di donare sul documento d’identità. Ma quando, poi, i cittadini mettono in moto una macchina organizzativa per questa discussione, ci si aspetterebbe che i politici, particolarmente quelli che si professano espressione di rinnovamento ed onestà e, soprattutto, vicini ai cittadini, fossero presenti ad eventi di questa natura, se non altro per apprendere qualcosa di nuovo dal proprio territorio, unica vera espressione del disagio sociale. E’ esattamente ciò che hanno fatto una decina di neo candidati del Movimento 5Stelle alla nostra Regione, che ringraziamo senza remora alcuna. Essi sono riusciti a dare il giusto riconoscimento, testimoniando con la loro presenza, ad una iniziativa che, siamo certi, porteranno avanti nell’istituzione regionale qualora dovessero riuscire a farcela il prossimo 31 maggio. Ma ognuno di noi, nel percorso di vita, si trova di fronte a delle scelte da compiere, deve schierarsi, decidere da che parte stare.

Noi speriamo sempre che tali scelte siano razionalmente prese tenendo presente che la loro ricaduta possa avere un impatto, più o meno importante, su altri individui della collettività. Purtroppo ci troviamo a dove raramente constatare che, invece, altri tendono a far predominare, nelle proprie scelte, l’opportunismo personale a quello collettivo. Quando, poi, ti trovi ad essere vittima sacrificale di queste scelte, senza subire il danno che, invece, ricade soprattutto sull’interesse collettivo, ci resti male. Ancor di più quando la scelta è presa da chi ha un dovere morale e politico nei confronti di tutti i cittadini, e non solo nei confronti di qualcuno, che hanno aspettative di onestà e giustizia sociale nei suoi confronti. Ci riferiamo al fatto che i parlamentari salernitani, al di là del fatto di non aver avuto la sensibilità di partecipare, hanno perso l’ennesima occasione per dimostrarsi persone rispettose dell’attivismo, dimostrando così una palese discriminazione nei confronti di coloro che non rientrano nelle loro “grazie”, ignorando completamente le varie richieste di invito a partecipare e ad intervenire fosse anche al solo scopo di dimostrare un’appartenenza cittadina che troppo spesso dimenticano di avere (alla stregua delle peggiori tradizioni partitiche). Questo comportamento, sommato alla scarsa affluenza, fa pensare all’ennesimo tentativo di sabotaggio perpetrato da alcuni loro fedeli seguaci poco inclini a un’autonomia di pensiero, ignari del fatto che, come dicevamo prima, questo comportamento danneggia solo la collettività, il Movimento 5 Stelle e, probabilmente, le loro coscienze.