Fornitura di mascherine in Campania –

La fornitura di mascherine in Campania da parte dell’ente Regione sembra essere una iniziativa dal ciclo vitale di brevissima durata. Nata ufficialmente con un annuncio del governatore campano ed avviata il 22 aprile con il contributo di Poste Italiane, De Luca l’ha dichiarata conclusa durante la diretta TV nel giorno festivo per i lavoratori e l’ha definita “un miracolo campano”.

De Luca lo definisce un miracolo

Lasciando da parte il soprannaturale, è opportuno dare qualche informazione in più su questa importante operazione che, stranamente, non è stata accompagnata da alcun dato a corredo e da nessun confronto sociale e politico.

Innanzitutto è utile dire che in rete c’è un sondaggio, avviato dal sottoscritto ed un gruppo di persone con cui si erano condivisi diversi dubbi, per capire com’è stato percepito l’invio delle mascherine e qual è il grado di soddisfazione rispetto ad un’iniziativa che punta tutto sulla salvaguardia della salute.

Inoltre sembra che la notizia relativa alla spesa di questa iniziativa non sia stata affatto messa al centro del dibattito pubblico. Alimento il dubbio non per sostenere una critica, peraltro giustificata da una sacrosanta tutela dell’interesse collettivo, alla validità di questa operazione, piuttosto per garantire il diritto del cittadino di pretendere quella trasparenza amministrativa che dovrebbe sempre indirizzare, soprattutto nell’emergenza, l’operato della pubblica amministrazione.

Quanto costano le mascherine

Secondo quanto pubblicato dall’agenzia di stampa “Dire”, la gara per la fornitura di 3 milioni di mascherine da distribuire ai cittadini campani in kit da 2 mascherine, sarebbe stata aggiudicata per un totale di 2,7 milioni di euro, con un costo di circa 90 centesimi a mascherina.

L’appalto non prevederebbe, secondo l’agenzia di stampa “Dire”, la fornitura di dispositivi medici ma di mascherine filtranti prive del marchio CE e riutilizzabili da distribuire alle famiglie campane senza ottenere certificazioni Inail e Iss.

Se la distribuzione fosse stata affidata ad un operatore del settore, a quanto sarebbero ammontate le spese di logistica e consegna? Sembrerebbe che questi servizi siano stati affidati a Poste Italiane, ma a quale prezzo? Quantunque questi servizi fossero stati erogati gratuitamente, perché non informarci adeguatamente attraverso i canali ufficiali di comunicazione dell’ente, pur se complessi nella loro consultazione?

Queste notizie basterebbero, da sole, a far capire la mole di informazioni a corredo di una iniziativa così impattante che dovrebbero essere portate a conoscenza dei cittadini affinché ognuno possa dare il suo contributo per migliorare l’approccio della politica nelle scelte destinate alla salute, all’economia e all’ambiente del nostro territorio.

Pubblicato su: Le Cronache del 05/05/2020