Che negli Enti locali si nasconda il maggior numero di politici indagati del nostro Paese non è più una novità; eppure è sorprendente riscoprire, ogni volta che qualcuno viene arrestato, che della Questione Morale in Politica non importa quasi più a nessuno.

A dimostrare questa affermazione ci sono i risultati elettorali negli ultimi decenni, qui in Campania e non solo, hanno dato continuità di gestione ad un sistema fortificato dal clientelismo elettorale che ha distorto il naturale rapporto tra cittadini e rappresentanti del popolo inducendo questi ultimi a diventare dei centri di potere su cui far leva per trasformare i diritti del popolo, costituzionalmente riconosciuti, in “piaceri personali” da rivendicare nel momento elettorale.

Se così non fosse non risulterebbero così attuali le parole di Enrico Berlinguer nella famosa intervista rilasciata nel 1981 ad Eugenio Scalfari in cui affermava, tra l’altro, che: “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune.

È l’arresto, perpetrato da parte dei Carabinieri, nei confronti del Sindaco di Marigliano (Na) Antonio Carpino che rievoca nella mia mente quanto affermato circa quarant’anni fa dal Segretario del Partito Comunista.

Antonio Carpino è un esponente della sinistra deluchiana, l’accusa nei suoi confronti è di scambio elettorale politico-mafioso e corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso.

“I militari hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale di custodia in carcere, emessa dal gip di Napoli su richiesta della Dda partenopea, nei confronti di Carpino e di Luigi Esposito, attualmente detenuto al 41 bis”. (da Il Fatto Quotidiano)

I fatti oggetto dell’indagine risalgono al periodo tra ottobre 2014 e giugno 2015, anno in cui Antonio Carpino divenne Sindaco ed aveva già annunciato la sua volontà di ricandidarsi alle elezioni del 20 e 21 settembre per un secondo mandato, con il sostegno del Pd e della coalizione di maggioranza.

L’arresto può rappresentare quindi la risposta de facto alla richiesta della Candidata del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino, di sottoscrivere un patto per le liste pulite?

Era accaduto a fine giugno che Valeria Ciarambino pretendesse pubblicamente, a nome di tutti i cittadini della Campania, che tra i banchi del Consiglio regionale non si ripetesse lo scenario che ancora siamo costretti a subire oggi, con indagati per reati anche gravi.

La sottoscrizione del Patto Liste Pulite non sarebbe stata una semplice firma sotto un foglio, ma il sigillo di lealtà tra persone, al di là dei simboli e dei colori politici, che intendono dimostrare la propria integrità per garantire i cittadini nella miglior tutela del bene comune.

Non dimentichiamo che alle regionali di 5 anni fa la lista degli impresentabili stilata dalla commissione Antimafia vedeva la Campania in testa per numero di impresentabili, tra coalizione di centrodestra e centrosinistra, con a capo gli stessi candidati presidenti di oggi.

“Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d’essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. […] Quel che deve interessare veramente è la sorte del Paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude.” (E. Berlinguer)