In queste settimane di terribile crisi da Covid-19, il Governo Conte viene a volte “attaccato” per l’utilizzo dei decreti legge eccessivo ed accusato di non utilizzare il Parlamento per la sua funzione legislativa, costituzionalmente riconosciuta.

A parte il fatto che non è compito del Governo far riunire il Parlamento ma è certamente una funzione che spetta a qualcun altro.

Inoltre l’uso eccessivo di questo tipo di provvedimento è frequentemente al centro del dibattito politico ma non sembra che abbia mai creato nessun imbarazzo nei Governi precedenti.

La classe politica dovrebbe trovare soluzioni dopo aver individuato criticità e problemi dei cittadini e può farlo con questo strumento normativo per affrontare situazioni di emergenza e urgenza.

Questo lo prevede l’articolo 77 della Costituzione: “Quando, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione”.

La ricerca sul web dell’utilizzo dei decreti legge

Cercando su Internet i dati statistici relativi all’utilizzo dei decreti legge applicata dagli ultimi Governi ci possiamo rendere conto che la persecuzione mediatica contro questo Governo, soprattutto in questo momento di seria difficoltà, è poco credibile soprattutto quando proviene da quei politici che di questo strumento hanno realmente abusato nelle scorse legislature.

Ancora una volta openpolis, osservatorio legislativo con una banca dati tra le più ricche e meglio consultabili nel web, ci aiuta in questa ricerca.

Infatti in una pagina del suo immenso portale web sono messi a confronto gli ultimi quattro governi in un’analisi molto ben dettagliata rispetto a questo utilizzo.

Ebbene dalla lettura emerge che i quattro governi delle ultime due legislature (Berlusconi, Monti, Letta e Renzi) hanno emanato in totale 197 decreti legge, circa 2 ogni mese.

I governi Monti e Letta, i più brevi fra i quattro elencati, fanno registrare una media addirittura superiore.

Dei 197 provvedimenti, ben 167 (l’84,77%) hanno completato con successo l’iter legislativo passando per l’approvazione di camera e senato entro i 60 giorni richiesti.

Una pratica utilizzata anche dai precedenti Governi

È evidente, quindi, che negli anni si amplia notevolmente il raggio d’azione dei Decreti Legge, a volte forzando la definizione costituzionale di “casi straordinari di necessità e urgenza”, una pratica che stravolge la natura di questo provvedimento trasformandolo da straordinario in ordinario.

Dal 2008 a oggi, nelle ultime due legislature, circa il 20% delle leggi approvate da Camera e Senato si compone di conversioni di Decreti Legge.

Una percentuale che saliva con il governo Letta persino al 61%, e che con l’esecutivo Renzi si attesta intorno al 20%.

Dunque additare questo Governo come detrattore della funzione legislativa parlamentare dà l’impressione del solito giochetto di denigrazione dell’avversario politico, anche quando il dibattito politico oggi dovrebbe guardare altrove.

Francesco Virtuoso