Il Piano Rifiuti in Campania, voluto da Vincenzo De Luca, che prevedeva l’installazione di ben 15 grandi impianti di compostaggio distribuiti in Campania, sta miseramente naufragando sotto i colpi degli amministratori locali, della magistratura e dell’opinione pubblica.

L’ultimo evento che ha sconfessato il piano del governatore arriva da Battipaglia dove il Sindaco ha annunciato lo stop definitivo all’impianto.

Una politica scellerata

La politica dei grandi impianti è vecchia ed inefficiente e solo la testardaggine di De Luca può ancora ostinarsi a preferirla rispetto ad una visione di economia circolare che anche l’Europa ci impone. Non modificare il proprio modo di vedere le cose implica necessariamente una maggior danno ai cittadini. Infatti le nostre città sono tra le più care in Italia per TARI e questo lo dice l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva.

In passato l’ANAC dovette intervenire sull’impianto di compostaggio di Salerno scoprendo una serie di irregolarità nella gestione affidata a Daneco, ma anche da parte dell’amministrazione comunale e dell’azienda municipalizzata che si occupa della raccolta differenziata.

Oggi la procura di Napoli indaga nel filone compost con una inchiesta che coinvolge l’assessore regionale all’ambiente Fulvio Bonavitacola, braccio destro del governatore De Luca. Con lui, due funzionarie di Palazzo Santa Lucia. Le ipotesi di reato parlano di alcune omissioni di atti d’ufficio, nella realizzazione degli impianti. Gli inquirenti sostengono che avrebbero omesso di «assumere tutte le iniziative necessarie e idonee per la tempestiva realizzazione degli impianti di compostaggio a titolarità regionale, le cui realizzazione compete alla Regione».

Quindi ad oggi, dei 15 grandi impianti previsti dal Piano Rifiuti solo quello di Pomigliano d’Arco resta ancora con il suo cantiere aperto.

La situazione nel salernitano

Nella nostra provincia anche il progetto di realizzazione dell’impianto di compostaggio previsto a Fisciano si è impantanato tra le carte bollate dei ricorsi. Infatti le comunità limitrofe, in particolare di Mercato san Severino e Montoro, hanno fatto ricorso contro quella decisione scellerata di costruire un mega impianto di compostaggio da 40 mila tonnellate ed hanno avuto ragione al TAR. Il tribunale amministrativo ha accolto il loro ricorso contro la Regione annullando il provvedimento di non assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale del progetto.

Puntare alla eliminazione degli inceneritori (che lui chiama Termovalorizzatori)  attraverso la realizzazione di grandi impianti di compostaggio è una bugia grande quanto i suoi progetti megalomani. Bruciare i rifiuti è una pessima pratica che va assolutamente eliminata attraverso la realizzazione di un concreto processo di economia circolare che sia in grado di partire da un concetto a De Luca ancora sconosciuto: i rifiuti non esistono, esistono risorse da riutilizzare. Il compostaggio è realizzabile attraverso l’installazione di piccoli impianti di comunità che siano in grado di creare quell’affezione nelle comunità ad una pratica, quella della raccolta differenziata, che anche nel capoluogo della nostra provincia è diminuito sensibilmente negli ultimi anni.

La conclusione più logica di questa triste vicenda sta nel valutare in maniera del tutto inadeguata la politica di De Luca in materia di gestione dei rifiuti. Questo flop si aggiunge alla pietosa gestione delle ecoballe, ancora presenti sul territorio campano. Il governatore con i suoi annunci, puntualmente disattesi, non dimostra una lungimiranza politica destinata alla soluzione definitiva dei problemi, ma preferisce la propaganda politica in grado di garantirgli quei voti di coloro che non hanno la possibilità di guardare al di là della pura facciata. Tutto questo a discapito di tutti i cittadini onesti che devono sopportare a “suon di bollette” questa triste vicenda.