Il clima torrido nell’auditorium di Salerno Energia non ha sicuramente favorito, ieri pomeriggio, un dibattito sereno tra coloro che si schierano a favore della costruzione del nuovo complesso parrocchiale di San Felice e Santa Maria Madre nel quartiere di Torrione e coloro che, invece, ne sono contrari.

Il sindaco Vincenzo Napoli ha aperto l’incontro affermando la volontà di voler ascoltare le esigenze dei residenti, pur non essendone obbligato dal codice dei lavori pubblici. I progettisti hanno esposto nei dettagli, con l’ausilio di alcune slide, le opere che la Chiesa intende realizzare su un suolo di sua proprietà a ridosso del parco del Galiziano attraverso i finanziamenti ottenuti grazie alle donazioni provenienti dall’8X1000. Il clima si è acceso al primo intervento dal pubblico, che ha visto come protagonista l’ex giudice Claudio Tringali per il comitato di quartiere di Sala Abbagnano. Il giudice si è presentato dopo aver pubblicato su Facebook un post in cui anticipava le sue critiche. Infatti poche ore prima era apparso sulla sua bacheca un suo ammonimento ad un appello della Chiesa verso i fedeli per cui «la popolazione che non abbia interesse al culto cristiano è definito “il male”».

L’ex giudice Tringali consigliava nel post una rilettura del Vangelo per coloro che sono chiamati a svolgere funzioni di elevazione morale e sociale. In effetti la nota, che il comitato ha lasciato al sindaco, evidenzia una ferma opposizione che non contesta i principi di legittimità dell’opera ma intende sottolineare l’inopportunità dell’interesse religioso in contrasto con l’interesse sociale del quartiere nell’utilizzo del parco. Presente anche Legambiente con Gianluca De Martino, che ha sottolineato le proprie perplessità rispetto ad un’ulteriore riduzione degli spazi verdi che, a Salerno, sono già fortemente limitati dall’imponente cementificazione.

In sala c’era anche il gruppo #savegaliziano che ha contestato pubblicamente il principio di pubblica utilità di alcune volumetrie inserite nel progetto.

Tuttavia, in favore della costruzione, ci sono state diverse testimonianze tra cui quella dell’ingegnere Antonio Ilardi che ne ha evidenziato la bellezza e ne ha sottolineato la necessità rispetto alle esigenze dei fedeli che, ad oggi, affrontano con non poche difficoltà l’approccio all’attuale chiesa poco distante, ma evidentemente troppo piccola per accogliere la richiesta dell’esercizio del culto.

Pubblicato su La Città di Salerno